Recensione del film Italians, Carlo Verdone

film-italians-carlo-verdoneSnobbato dalla critica e apprezzato dal pubblico Italians è un film a episodi che cerca di raccontare vizi, virtù e difetti dell’italiano medio e i pregiudizi che hanno gli altri popoli nei nostri confronti quando emigriamo all’estero.

Un film che nel complesso non annoia mai, che si guarda con leggerezza ma che purtroppo non riesce a fare a meno dei classici luoghi comuni in stile cinepanettone. Volgarità e facili rimandi sessuali come nel più classico dei film targati De Laurentis.

Le storie che tessono la trama del film sono due, apparentemente diverse tra loro ma con il comune denominatore dell’italiano medio che emigra verso un paese estero facendosi riconoscere. Un classico. Una caricatura, leggermente forzata, degli italiani all’estero. Un popolo che riesce sempre a farsi notare, nel bene e nel male.

Questo è stato un punto che ha diviso critica e pubblico. Chi non ha apprezzato il film sostiene che forse c’è un pò troppa esagerazione per la figura dell’italiano medio che viene smodatamente stereotipata. Dall’altra parte chi ha apprezzato sostiene che in fondo le due storie non sono così distanti dalla realtà. Di inventato c’è molto poco e, a essere onesti, gli italiani sono un popolo che riesce a farsi riconoscere ovunque vadano.

Le storie come detto sono tra loro molto diverse ma con il comune denominatore di portare alla luce i difetti dell’italiano medio. Nella prima parte del film i due protagonisti sono Fortunato (Sergio Castellito) e Marcello (Riccardo Scamarcio).

Il primo, prossimo alla pensione, decide di farsi accompagnare dalla nuova leva aziendale, Marcello, nel suo ultimo viaggio di “lavoro”. Trasportare auto rubate verso l’Arabia, per conto di una ditta della capitale romana.

I viaggio sarà per i due protagonisti un momento per riflettere e scambiarsi esperienze di vita tra le due generazioni. Una specie di rapporto genitore-figlio che Fortunato e Marcello condividono per tutto il viaggio.

Certo la trama è differente così come lo sono i personaggi, Castellito/Fortunato appare come l’italiano sbruffone ingenuo mentre Scamarcio/Marcello il classico ragazzotto disilluso, ma lo schema ricorda molto quello di un’altro film, il Sorpasso di Dino Risi.

Il secondo episodio, quello che meno ha entusiasmato il pubblico e, personalmente anche me, è quello interpretato da un Carlo Verdone/Giulio che soffre di depressione causata dalla separazione con la moglie anni prima.

Verdone, ormai abituato a vestire i panni dell’italiano medio depresso e in crisi, in questo film interpreta un dentista che, suo malgrado, si troverà coinvolto in situazioni poco piacevoli che finiranno nel dramma. Come nel più classico degli episodi all’italiana, quando un amico è in difficoltà, gli altri accorrono. Per farlo stare meglio. Per fargli dimenticare i dispiaceri della vita.

Sarà l’amico di Giulio, dentista in procinto di partire per un convegno in Russia, che gli combinerà un incontro con una società di accompagnatrici. Durante il viaggio Verdone/Giulio farà amicizia con la sua interprete, Vera e li nascerà il cuore della storia.

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italiansCerto nella sceneggiatura ci sono un pò di errori grossolani che la critica non ha perdonato e che personalmente ho trovato tollerabili se consideriamo che lo scopo del film è quello di far ridere. Dall’inglese maccheronico di Scamarcio alla valigetta misteriosamente teletrasportata, in stile film di fantascienza, di Verdone.

Un film da vedere, certo non è una ricercata commedia in stile british ma nemmeno un classico cinepanettone. Forse l’accostamento Castellito – Scamarcio non è stata un ottima scelta per due attori poco compatibili tra loro ma tutto-sommato, come detto, il film scivola via come forse anche il suo ricordo nel tempo.

Recensione offerta dalla redazione di grammatica italiana